domenica 6 novembre 2011
La democrazia e il capitalismo globale. Il fenomeno “Occupy Wall Street”
Voglio rispondere ad un articolo apparso sull’ Internazionale del 4 nov 2011, tratto dalla London Review of Books (qui trovate gli articoli in ITALIANO e INGLESE ) a firma di Slavoj Zizek (*) nel quale si sostiene, a mio modo provocatoriamente, che in tutta questa crisi la democrazia rischia di risultare il vero nemico.
sabato 5 novembre 2011
Bersani parla a piazza San Giovanni per la manifestazione del Pd
LIVE Piazza San Giovanni e’ piena: successo della manifestazione del Pd a Roma di fronte alla negazione della realtà della maggioranza. Di fronte a chi nega che siamo di fatto commissariati dall’ FMI e dall’UE, che la crisi non esiste perché i ristoranti e gli aerei sono pieni e che i problemi sarebbero legati al tasso di cambio Euro/Lira troppo sfavorevole, dimenticando il fatto che la lira era svalutatissima ai tempi e Forza Italia negava che i prezzi sarebbero aumentati. Oggi l’ Italia ha perso lungimiranza e credibilità e Bersani sa che l’Italia deve ritornare al suo posto e gli Italiani devono essere rappresentati da persone serie e capaci. Come ha sostenuto Draghi anche Bersani afferma che i problemi finiranno se ogni Paese saprà dall’ interno risolvere i problemi con equità ed esempio, della classe politica,dell’amministrazione pubblica con liberalizzazioni che Bersani ha dimostrato di saper fare garantendo nel frattempo un miglioramento della insostenibile condizione del precariato. Tutte cose che il governo non ha fatto.
Sembra che i numeri della maggioranza inizino a scricchiolare e il Pd vuole farsi trovare pronto per salvare il Paese dal vuoto di credibilità innanzitutto e ritornare a fare le cose che servono al Paese e non quelle che servono a una persona sola per i suoi problemi giudiziari e con la stampa.
E quando Berlusconi si dimetterà lascerà pero i problemi con la differenza che si potrà sgombrare il campo dal populismo per iniziare a risolverli senza aspettare il diluvio universale e guardare in faccia la realtà su imprese,lavoro,finto federalismo.
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giovedì 3 novembre 2011
DRAGHI: la prima conferenza stampa da Presidente della BCE.
VIDEO: la conferenza integrale (ing.) Here the first press conference of ECB president Mario Draghi
Pochi importanti principi della nuova guida di Mario Draghi al governo della BCE. Una continua inflessibile indipendenza, nel solco della credibilità, stabilità e rispetto dei trattati dell’ Unione Europea. L’ idea di fondo è che la chiave risolutiva della crisi risiede in ogni Stato, soprattutto quelli più esposti alla crisi, che devono risolvere i loro problemi con riforme fiscali , del lavoro (garanzie nella flessibilità per i lavoratori/consumatori) strutturali ed economiche (liberalizzazioni) che nascano dall’ interno delle proprie forze sociali , politiche, ed economiche per una crescita a lungo termine. Draghi avvisa che un eventuale aiuto proveniente dall’esterno (FMI, BCE stessa ! , Cina, ecc) sarebbe solo temporaneo, problematico e non risolutivo per un’ uscita definitiva di tutta l’ Eurozona dall’instabilità e dalla crisi.
Oggi ha inoltre tagliato tassi di interesse dello 0,25%.
L’Italia è avvisata : la Bce non continuerà ad acquistare Btp italiani all’ infinito ma lo farà solo per garantire il corretto funzionamento dell’ ordine monetario dell’ Euro di cui la BCE è garante.
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mercoledì 2 novembre 2011
Napolitano: il Quirinale cerca larga condivisione.
Vista la scarsa credibilità di cui gode il governo italiano il Quirinale cerca delle riforme urgenti e largamente condivise.
Intanto Nichi Vendola non darebbe la disponibilità ad un governo tecnico , appollaiandosi sui “principi” che già con Bertinotti crearono solo danni.
“L’idea del governo tecnico, di una risposta emergenziale, non risolve il problema: siamo di fronte ad una crisi lunga, strutturale, direi di modello” dice Vendola.
E’ una posizione irresponsabile in questo momento per un politico che deve prendere delle scelte realistiche responsabili nel contesto del momento cruciale per l’Italia.
“Chi sottovaluta questo si prende una responsabilità storica” ha detto Bersani rivolto alla maggioranza ma anche alla superbia dei “puri” vendoliani.
Basta dunque infarcirsi la bocca dicendo che la crisi è del modello di sviluppo , quello l’abbiamo capito tutti, basta con la retorica che non incanta. Veda Nichi Vendola di scendere dal piedistallo “bertinottiano” che alla fine ha creato solo danni e si rimbocchi le maniche insieme alle altre forze di ricostruzione della credibilità nazionale.
Commento inviato a L’Unità il 02/11/2011
domenica 30 ottobre 2011
Tagliare i costi della Politica non è inutile : sarebbe un risparmio fondamentale.
Gli sprechi di Italialand : ma quanti piccoli sprechi fanno un grosso spreco ?
I tagli agli sprechi della politica non sarebbero solo di facciata, sono il vero problema. Effettivamente tanti piccoli tagli creerebbero un risparmio di miliardi di euro per le casse dello Stato e di conseguenza per tutti i cittadini, risanerebbero così il debito pubblico, il morale degli italiani a cui sono chiesti ulteriori sacrifici e sarebbero una risposta utile contro gli attacchi speculativi dei mercati che non vedrebbero più lo Stato così debole sottomesso ad altri interessi. Intervenire è possibile a partire dai vitalizi (ci sono alcuni ex parlamentari come Amato e Dini che arrivano fino a 30000€/al mese lordi, Toni Negri e Cicciolina percepiscono un vitalizio) alle auto blu, ai soldi e benfit di cui godono a tutti i livelli gli eletti, ai doppi incarichi, fino alle opere inutili mangiasoldi,i vari ponti sullo stretto mentre il territorio frana un po' ovunque per una forte pioggia, e poi la Rai,ecc.
Verrebbe voglia di fare una class action contro gli sprechi della Politica.
Confcommercio: i costi della politica pesano 350 euro su ogni famiglia Commento inviato al Sole 24 Ore il 30/10/2011
venerdì 28 ottobre 2011
LETTERA ALLA UE: un piano ambizioso in tutta fretta.
Non c'è che dire : il premier presenta qualcosa , costretto dall' UE: un piano di crescita e recupero fondi per diminuire il debito pubblico ambizioso e di rincorsa su cose non fatte prima , nè negli anni precedenti nè dai governi precedenti (anche i suoi) degli scorsi vent'anni.
QUI IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA
Berlusconi decide tutto da solo, nel suo stile "o con me o contro di me", quindi con i fedelissimi e senza l'apporto di Tremonti e di parte del governo. Poi un po' con la "faccia tosta" chiede e si aspetta che le opposizioni e le parti sociali facciano la loro parte, senza averle coivolte prima nella stesura della missiva. Le accuse di disfattismo contro la sinistra non hanno senso a questo punto.
Per esempio: potrebbbe andare bene facilitare il licenziamento di posti a tempo indeterminato per motivi di crisi delle imprese, ma perchè non si fa anche un accenno dettagliato alla volontà di attuare in tempi certi politiche di indennità a supporto dei precari, in modo da colmare i gap della loro discontinuità lavorativa e contributiva, come per altro la stessa UE ci chiedeva ?
Era poi doveroso accennare alle azioni di contrasto all' evasione fiscale che si intende eventualmente attuare. Coinvolgere le oppsizioni a cose fatte rende poco credibile anche gli intenti descritti di supporto all'istruzione e alla ricerca , peraltro invocati dopo i tagli subiti dalle scuole e una riforma universitaria non condivisa.
Si dice che ci saranno liberalizzazioni e privatizzazioni ma oltre alla concorrenza occorre che la legge fissi gli standard di qualità minimi che i privati dovrebbero garantire e vigili sugli stessi.
Va bene l'accenno al miglioramento dell'efficienza nella Pubblica Amministrazione ma perchè non si è associato anche un chiaro intento di tagli ai privilegi della politica: tra i tanti, non si può invocare una modifica delle pensioni per tutti e permettere ancora che dopo una legislatura i parlamentari abbiano diritto a un vitalizio sproporzionato. L'esempio è fondamentale in politica.
Riformare l'architettura costituzionale in senso federale con la fine del bicameralismo perfetto e uno snellimento dell iter delle leggi può essere fatto ma da un governo tecnico di ampia maggioranza condivisa e non di certo da questo premier che ha inteso il bipolarismo e il governare come conflitto con gli altri poteri costituzionali , primo fra tutti la giustizia.
Gli intenti di ripresa del sud sono nobili quanto al limite dell'utopia nei tempi dati. Il problema del PIL basso del mezzogiorno così incancrenito nei secoli insieme alla criminalità e al diffuso lavoro sommerso può essere risolto solo da una maggioranza ampia che apra ad dibattito serio a 360° con le opposizioni.
Sarà diffcile insomma chiedere concordia politica a tutti solo adesso, quando chi la chiede anche questa volta non l'ha seminata: così aumenta il rischio che la lettera rimanga solo di intenti.
Commento inviato al Sole 24 ore il 27/10/2011
La Crisi spiegata in sintesi con uno schema: tutto è interconnesso.
Ecco lo schema del New York Times: un' eccellente immagine ci fa vedere come la Crisi del debito sia tutta interconnessa e che l'ITALIA è una fonte possibile, potente e pericolosa di contagio, in quanto i nostri creditori diretti ( la Francia ) e indiretti non sopporterebbero una nostra insolvenza, possibile se l'Italia non darà a breve (già domani al vertice UE di Bruxelles alle 18) una svolta di credibilità e di sviluppo per contrastare e diminuire il suo deficit, facendo si che i mercati di nuovo fiduciosi comprino ancora titoli di Stato italiani ad un interesse sostenibile (cioè con uno spread BTP-BUND sotto i 400 punti-base), evitando così il fallimento prima suo e poi di tutta l'area Euro. E' una guerra che l'Italia perderebbe per prima e a caro prezzo (vedi Grecia); viceversa una buona gestione italiana della sua posizione di forte debitore potrebbe addirittura diventare un elemento di forza se ben sfruttato.In fondo come si vede, anche la Germania ha un grosso debito ma la sua credibilità e la sua economia la mettono al riparo da pericoli diretti e le permettono una posizione di leadership in questo momento. E' tempo di voltare pagina in toto.
Commento inviato al Sole 24 ore il 26/10/2011
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